Turismo slow: cos’è il turismo lento per chi va piano

1 Aprile 2022

Maddalena Mazzaferri

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Chiudi gli occhi… respira.

 

A volte dobbiamo ripeterlo a noi stessi come un mantra nei momenti in cui la vita, le attività, i doveri e gli impegni sembrano divorare i pensieri e costringerli in un vortice che non accenna a fermarsi. La nostra testa somiglia a una lavatrice bloccata sul programma della centrifuga, che continua a sbattere e a strizzare i nostri vestiti, trasformandoli in cenci rinsecchiti, ristretti e sgualciti.

 

Apprendiamo che siamo vicini all’esaurimento e ci accingiamo a prendere delle ferie ma puntualmente ci ritroviamo a prenotare l’ennesimo viaggio in cui tutto è programmato fino all’ultimo minuto. Mille luoghi affollati da visitare, orari da rispettare, file chilometriche e ristoranti rumorosi.

 

Quasi avremmo bisogno di una vacanza dalla vacanza.

 

Torniamo più stanchi di prima.

 

Chiudi gli occhi… respira.

 

Ricominciamo.

Se almeno una volta anche tu hai avuto un’esperienza del genere o hai provato una sensazione simile, probabilmente, è l’ora di conoscere cos’è il turismo slow (o turismo lento) e, soprattutto, di iniziare a praticarlo.

Che cos’è il turismo slow

Il Turismo Slow o turismo lento (spesso identificato anche come turismo sostenibile) è un modo di viaggiare incentrato sull’esperienza (lenta, approfondita, che permette d’immergersi completamente nell’ecosistema del luogo che ci ospita) e sulla sostenibilità (ad impatto zero sull’ambiente).

In pratica, il turismo slow si configura come l’esatto contrario del turismo di massa: un’organizzazione finalizzata alla scoperta di luoghi tipici, non caotici e che rifuggono dalle mete più popolari, assaltate da chi intende il turismo soltanto in ottica quantitativa come “mordi e fuggi”.

Chi decide di vivere il mondo (e il turismo) in modo Slow, invece, predilige la qualità dell’esperienza, mezzi di trasporto locali e poco inquinanti come la bicicletta, preferendo consumare prodotti locali e sostenere le piccole attività e gli artigiani del luogo.

In questo modo, lo Slow Traveller valorizza l’unicità del luogo e della sua cultura rispetto all’omologazione che contraddistingue tante delle destinazioni più prenotate al mondo ogni anno.

Turismo slow: un po’ di storia

Il Turismo Slow non può prescindere dal dedicare una seppur minima menzione al concetto da cui deriva, quello di Slow Food. Nella seconda metà degli anni ‘80, infatti, il gastronomo, scrittore e attivista italiano Carlo Petrini fonda il movimento gastronomico Slow Food, come forma di protesta contro l’apertura di un McDonald’s nella nota Piazza di Spagna a Roma.

Da lì, l’idea della lentezza come necessità di gustare, assaporare, fermarsi per immergersi nell’esperienza, si è estesa a molti altri ambiti come quello del Turismo.

I principi dello Slow Travel Manifesto

Nel 2009, inoltre, Nicky Gardner ha redatto lo Slow Travel Manifesto, un modello del turismo lento a partire dai presupposti concettuali di Slow Food e Slow Cities, che riassume i presupposti decisivi del turismo slow in 10 caratteristiche fondamentali:

  1. Lo Slow Tourism inteso come condizione mentale, che comincia tra le mura domestiche ben prima del viaggio
  2. Evitare il trasporto di aerei, prediligendo l’utilizzo di mezzi di trasporto come traghetti, autobus e treni locali che aumentino la connessione con il paesaggio
  3. Vivere il viaggio di arrivo come piacere e non con impazienza
  4. Valorizzare mercati e negozi locali
  5. Valorizzare la cultura che si respira nei bar, cafè e bistrot locali
  6. Prendersi il tempo per costruirsi un’idea delle lingue e dei dialetti delle aree visitate. Imparare alcune frasi del luogo, magari attraverso l’uso di un dizionario o l’acquisto di un giornale locale
  7. Impegnarsi e rispettare con curiosità le comunità autoctone
  8. Non attenersi soltanto a ciò che consigliano le guide, ma imitare i cittadini del posto nella loro routine quotidiana
  9. Assaporare l’inaspettato (i treni in ritardo, ad esempio, possono creare nuove opportunità e scoperte)
  10. Fare qualcosa per ringraziare le comunità locali per l’ospitalità
Cosa è il Turismo Lento

Alcuni esempi di turismo slow

In base a ciò che abbiamo detto – e che abbiamo letto nello Slow Travel Manifesto – possono essere considerati esempi di turismo slow, alcune attività di soggiorno/viaggio come:

  • Turismo per volontariato
  • Trekking/Escursionismo
  • Tour e viaggi in bicicletta o con mezzo di trasporto ad impatto zero
  • Viaggi zaino in spalla
  • Viaggio on the road, anche con automobile personale o roulotte
  • Turismo religioso e spirituale
  • Turismo culturale
  • Turismo enogastronomico
Slow Tourism

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Se hai una struttura ricettiva e sei un appassionato di Turismo Slow o semplicemente se il concetto che abbiamo appena illustrato ti ha incuriosito, sappi che Octorate può aiutarti a organizzare al meglio le attività da offrire ai tuoi ospiti.

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Avrai a disposizione dei messaggi di notifica per attirare la loro attenzione e informarli sui servizi offerti nella tua struttura.

Con i Piani Tariffari, inoltre, potrai creare dei veri e propri pacchetti slow che includono servizi Extra che potrai configurare e personalizzare in totale autonomia. I tuoi ospiti interessati a un’esperienza lenta, potranno così selezionare un pacchetto speciale a loro dedicato o semplicemente aggiungere servizi extra in fase di prenotazione per preparare al meglio il loro soggiorno nella tua struttura.

Inoltre, per rimuovere in assoluto tutto lo stress, collegando uno dei Payment Gateway disponibili alla piattaforma di Octorate, potrai processare i pagamenti in maniera automatica e dedicarti così a tutte quelle attività di accoglienza e assistenza degli ospiti che non sarà mai possibile automatizzare (e menomale!).

Domande Frequenti

🐌 Cos'è il turismo slow o lento?

Il Turismo Slow o turismo lento è un modo di viaggiare incentrato sull’esperienza e sulla sostenibilità (ad impatto zero sull’ambiente).

In pratica, il turismo slow si configura come l’esatto contrario del turismo di massa: un’organizzazione finalizzata alla scoperta di luoghi tipici, non caotici e che rifuggono dalle mete più popolari, assaltate da chi intende il turismo soltanto in ottica quantitativa come “mordi e fuggi”.

💡 Quali sono le caratteristiche del turismo lento?
Nel 2009 Nicky Gardner ha redatto lo Slow Travel Manifesto, uno studio che ha evidenziato i presupposti decisivi del turismo slow in alcune caratteristiche come:
  1. Lo Slow Tourism da intendersi anzitutto come condizione mentale
  2. Evitare il trasporto di aerei, e prediligere mezzi di trasporto che aumentino la connessione con il paesaggio
  3. Viaggio di arrivo come piacere e non come impazienza
  4. Valorizzazione dei mercati e dei negozi locali
  5. Valorizzazione della cultura del luogo attraverso la curiosià, lo studio delle lingue e dei dialetti delle aree visitate.
  6. Imitazione della routine quotidiana degli autoctoni
  7. Assaporare l’inaspettato
  8. Restituire alla comunità ospitante per ringraziare
🛎 Quali tipo di turismo possono considerarsi slow?
  • Turismo per volontariato
  • Trekking/escursionismo
  • Tour e viaggi in bicicletta e con mezzo di trasporto ad impatto zero e sostenibili
  • Viaggi zaino in spalla
  • Viaggio on the road, anche con automabile o roulotte
  • Turismo religioso e spirituale
  • Turismo culturale
  • Turismo enogastronomico

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