Codice Identificativo Nazionale: Cos’è e come ottenerlo

19 Dicembre 2023

Alin Grigoras

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Nel dinamico mercato degli affitti brevi in Italia, il 2024 segna l’avvento di una novità significativa, ovvero l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN). Nato nel quadro della Manovra finanziaria 2024, il CIN porta con sé una serie di cambiamenti e obblighi che influenzeranno proprietari, gestori di strutture turistiche e locatari.

Il CIN si propone di aumentare la trasparenza e la sicurezza nel settore, offrendo al contempo nuove sfide e opportunità. Esploriamo insieme la natura del CIN, le modalità di ottenimento e di esposizione, oltre alle implicazioni che comporta per il mercato degli affitti brevi in Italia.

Codice Identificativo Nazionale: Cos’è

Il D.L. 18 dicembre 2023 n. 145, conosciuto come Decreto Anticipi, introduce significative modifiche nel settore degli affitti brevi. Tra queste, spicca l’obbligo di attribuzione del Codice Identificativo Nazionale, un codice che dovrà essere richiesto ed esposto negli annunci online delle strutture in locazione, sotto pena di sanzioni severissime.

Il Codice Identificativo Nazionale è concepito per regolamentare più efficacemente il mercato degli affitti brevi, che ha visto una crescita esponenziale grazie a siti come Airbnb, Booking e Expedia. Questa misura, oltre a promuovere la trasparenza e la concorrenza leale, mira a contrastare l’evasione fiscale e le forme irregolari di ospitalità.

L’attuazione di queste novità in materia di affitti brevi comporta non solo la gestione del CIN, ma anche l’adempimento di specifici obblighi di sicurezza da parte dei proprietari, come l’aumento della cedolare secca per le locazioni brevi.

La tassazione, infatti, con l’emendamento dei Relatori alla Legge di Bilancio, passerà all’inizio di Gennaio dal 21% al 26% a partire dall secondo immobile in affitto, mentre al primo potrà essere assoggettato la tassazione ridotta al 21%.

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Codice Identificativo Nazionale: Come richiederlo

Per ottenere il Codice Identificativo Nazionale, i locatori o i gestori di strutture turistico-ricettive devono seguire un processo specifico. Inizialmente, è essenziale raccogliere tutta la documentazione necessaria per la richiesta, che comprende i dati catastali dell’unità immobiliare e, per chi opera in forma imprenditoriale, l’attestazione dei requisiti di sicurezza degli impianti.

Altri documenti possono essere richiesti per attestare la conformità dell’immobile alle normative vigenti.Il passo successivo è la compilazione della richiesta del CIN attraverso un processo telematico. Questo implica l’accesso al portale dedicato del Ministero del Turismo, dove si deve compilare un modulo di richiesta online, inserendo tutti i dati richiesti e allegando la documentazione preparata.

Dopo aver completato il modulo, la richiesta deve essere inviata tramite il sistema telematico del Ministero.Una volta inviata la richiesta, il Ministero del Turismo procederà alla verifica dei dati forniti e valuterà la conformità dell’immobile con le norme vigenti.

Se la richiesta viene approvata, il CIN verrà assegnato e comunicato al richiedente. Il codice, insieme ai dettagli dell’immobile, verrà poi registrato in una banca dati nazionale, che raccoglie informazioni su tutte le strutture turistiche presenti sul territorio italiano.

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Requisiti di sicurezza degli immobili per il rilascio del Codice Identificativo Nazionale

Nell’ambito della regolamentazione degli affitti brevi in Italia, il rilascio del Codice Identificativo Nazionale impone agli immobili specifici standard di sicurezza per garantire la protezione e il benessere degli ospiti.

Questi standard sono fondamentali per assicurare non solo la sicurezza fisica degli inquilini ma anche per mantenere la qualità e l’affidabilità del mercato degli affitti brevi.

Dispositivi di rilevazione gas e monossido di carbonio

Uno dei requisiti chiave per l’ottenimento del CIN è la presenza di dispositivi di rilevazione per gas combustibili e monossido di carbonio.

Questi dispositivi sono essenziali per prevenire incidenti legati a fughe di gas o a una cattiva ventilazione, situazioni che possono essere letali. I rilevatori devono essere:

  • conformi agli standard di sicurezza vigenti in Italia
  • installati in luoghi strategici dell’immobile, come cucine e aree di soggiorno, dove il rischio di accumulo di gas o monossido di carbonio è maggiore
  • sottoposti a regolari controlli e manutenzione per assicurare il loro corretto funzionamento.
Estintori portatili

La presenza di estintori portatili conformi alle normative vigenti è un altro requisito indispensabile. Questi dispositivi rappresentano una misura preventiva fondamentale in caso di incendio. Gli estintori devono essere:

  • conformi alle ultime normative di sicurezza e prevenzione incendi
  • posizionati in punti facilmente accessibili e visibili all’interno dell’immobile, come corridoi, ingressi e vicino alle uscite di emergenza
  • adeguati al tipo di rischio specifico dell’immobile, ad esempio, estintori a schiuma o a polvere per cucine
  • controllati regolarmente per assicurare la loro efficienza e prontezza all’uso.
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Dove si deve esporre il Codice Identificativo Nazionale

Una volta ottenuto il Codice Identificativo Nazionale, è essenziale sapere dove e come esporlo per evitare sanzioni.

Il Codice Identificativo Nazionale deve essere visibilmente esposto all’esterno dello stabile in cui si trova l’unità immobiliare offerta in locazione. È importante assicurarsi che l’esposizione del codice rispetti eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici.

In aggiunta, il Codice Identificativo Nazionale deve essere chiaramente indicato in ogni annuncio pubblicitario dell’immobile, sia online che offline.

Gli intermediari immobiliari e i gestori di portali telematici sono obbligati a indicare il Codice Identificativo Nazionale nelle descrizioni delle unità offerte, garantendo così trasparenza e conformità alle normative vigenti.

Sanzioni per mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale

La mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale può comportare severe sanzioni economiche. Le multe variano in base alla natura dell’inadempienza:

  • i locatori privi del CIN possono essere soggetti a sanzioni pecuniarie che vanno da 800 a 8.000 euro
  • per la mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale, le sanzioni variano da 500 a 5.000 euro
  • la mancanza dei requisiti di sicurezza previsti può comportare sanzioni da 600 a 6.000 euro.

 

Queste misure punitive evidenziano l’importanza che il governo italiano attribuisce alla corretta gestione delle locazioni turistiche e brevi, nonché alla sicurezza degli ospiti.

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Processo di implementazione del Codice Identificativo Nazionale

Il processo di implementazione del Codice Identificativo Nazionale è un aspetto fondamentale per i locatori e i gestori di strutture turistico-ricettive. Questa sezione mira a chiarire i tempi e le modalità di attuazione di questa nuova normativa.

Il CIN entrerà ufficialmente in vigore nel 2024, come parte integrante della Manovra finanziaria. Questo periodo consentirà ai proprietari e ai gestori di adeguarsi alle nuove disposizioni e di prepararsi per l’introduzione del codice.

Per garantire una transizione fluida, il governo ha previsto 3 fasi:

  1. Fase iniziale: informazione e sensibilizzazione dei locatori e dei gestori sulle nuove normative e sul processo di richiesta del CIN
  2. Fase di implementazione: attivazione del sistema per la richiesta del CIN e inizio della registrazione delle unità immobiliari. Durante questo periodo, sarà essenziale che i locatori inizino a preparare la documentazione necessaria
  3. Fase di conformità: periodo in cui sarà richiesto ai locatori e ai gestori di esporre il CIN sugli annunci e sulle proprietà, con l’inizio delle verifiche e delle eventuali sanzioni.

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